EUPHILLIA (Torch coral, Hammer coral, Anchor coral, Frogspawn coral, Fine Grape coral, Whiskers )

DISTRIBUZIONE : Mar Rosso, fino all'Oceano Pacifico ( Isole Samoa).

DESCRIZIONE : Da più di vent'anni queste meravigliose Sclerattinie appartengono alla popolazione degli acquari specializzati nell'allevamento di coralli. Colonie falcellate o flabello-meandroidi con grandi polipi espansi durante il giorno. Le differenze tra le diverse specie sono incerte, anche per la moltitudine di forme "ibride", perché gli scleriti sono spesso identici e i caratteri fisici dei polipi possono essere condivisi, in tutto o solo in parte. Tra le specie descritte le più comunemente rintracciabili nei negozi specializzati ( chissà ancora per quanto…) sono : E. Glabrescens, E. Cristata, E. Ancora, E. Parancora, E. Divisa, E. Paradivisa.

CONSIGLI PER L'ALLEVAMENTO : In acquario non ha grandi esigenze; può essere sistemata a diversi livelli dell''cquario. La luce HQI è ben tollerata, (ma meglio non posizionarla troppo in alto, ad una ventina di cm da pelo dell'acqua ) e dopo l'acclimatazione permette al corallo di vivere per anni. E' importante però che il movimento dell'acqua, nei suoi pressi, non sia eccessivo perché una corrente troppo forte potrebbe strappare via i suoi grossi polipi; la corrente dovrebbe arrivare da varie direzioni. L'Euphillia è estremamente urticante, e molto più "pericolosa" delle altre Sclerattinie grazie alla capacità di allungare notevolmente i suoi tentacoli anche 10-15 cm oltre la loro normale apertura; quindi dovrebbe essere tenuta ad una distanza di sicurezza elevatada altri Antozoi e soprattutto da Alcionacei, sue "vittime preferite".
Aggiungendo regolarmente calcio, tramite i sistemi più comuni, lo scheletro di questo bellissimo corallo cresce regolarmente , anche se abbastanza lentamente. Comunque non si può certo affermare che l'allevamento delle Euphillie sia facile, in queste si osserva spesso il distaccamento dei polipi e la progressiva marcescenza della parte "molle"; il fenomeno è probabilmente da ricondurre oltre che a disturbi del metabolismo di origine ancora poco chiara, soprattutto a livelli di nitrati troppo elevati, inoltre anche la presenza elevata di fosfati nell'acqua pare che inbisca la produzione di aragonite. L'alimentazione di questi animali è abbastanza semplice, oltre al solito surrogato di plancton si può anche nutrirle con cibo congelato un po' più grande, gamberetti o polpa di bivalve.